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keep calm brexit

Come è ormai ben noto, lo scorso 23 Giugno il popolo inglese è stato chiamato alle urne per decidere, attraverso il referendum popolare meglio noto come Brexit, se uscire o rimanere  nell’Unione Europea.
La faccenda ha suscitato fin da subito un subbuglio di pareri contrastanti che non ha avuto fine dopo il suo esito. Anzi. Il disaccordo è stato confermato dal risultato del referendum che ha decretato l’uscita dall’UE con il 51,9% di pareri favorevoli contro il 48,1% di contrari. Un Paese spaccato nettamente a metà, che adesso deve fare i conti con la scelta della maggioranza (se così si può definire un 51%).


Cosa cambierà dopo il Brexit?

Ebbene si, il Regno Unito ha dichiarato la volontà di voler uscire dall’Unione Europea, ma la cosa non è stata ancora ufficializzata. Secondo la regolamentazione dell’UE, la Gran Bretagna ha 2 anni di tempo per negoziare l’uscita, dal momento della presentazione della comunicazione di recesso come previsto dall’art. 50 del trattato sull’Unione Europea. Nonostante ciò, solo il pensiero dell’uscita ha suscitato forti preoccupazioni all’interno del territorio europeo, e non solo. Le conseguenze infatti andrebbero a ricadere non solo sui britannici, ma sull’intero sistema economico, politico e sociale mondiale. (Come visto nelle forti oscillazioni negative in borsa nei giorni seguiti al referendum). I principali rischi per l’economia sarebbero riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, aumento dei tassi di cambio e probabile ribasso degli investimenti.

Cosa succede adesso se devo spedire un pacco in Regno Unito?

 Con il Brexit le agevolazioni economiche di cui la Gran Bretagna ha potuto godere fino ad ora in quanto Paese membro dell’UE, come ad esempio il libero scambio di merci tra gli alleati,  potrebbero essere riorganizzati. Importare ed esportare merci all’interno dei paesi uniti potrebbe richiedere procedure differenti, con probabile aumento della tassazione sugli scambi di merci alla stregua della Norvegia e della Svizzera. Ciò significa che verrebbe introdotta la dogana con conseguente necessità di pagamenti di dazi. Tutto questo potrebbe quindi provocare costi di spedizione più elevati, procedure più complesse e possibili ritardi nelle consegne.

Per fortuna, però , STIAMO PARLANDO SOLO DI IPOTESI. Infatti IL BREXIT NON È ANCORA IN VIGORE e, nonostante lo scompiglio che ha generato, tutto questo potrebbe non essere mai messo in pratica.
Come accennato prima, il Regno Unito ha un lasso di tempo pari a 2 anni per confermare o meno la decisione scaturita dal Brexit. Secondo il  Trattato di Lisbona, che regolamenta il “Patto dei 28”, “qualunque Stato membro può decidere di ritirarsi dall’Unione nel rispetto dei propri requisiti costituzionali”. Dato che, secondo le regole costituzionali proprie, il Governo inglese deve tenere in considerazione anche il parere della Camera, non può attuare un’azione solo sulla base del referendum. In parole più semplici, il Governo ha richiesto il referendum popolare, esitato con parere favorevole per l’uscita dall’Unione Europea. Questo risultato non sarà legalmente definitivo fino a quando anche il Parlamento non avrà dato il consenso. Ed è proprio questo l’aspetto più interessante al momento: la maggioranza dei deputati è sempre stata favorevole per il Remain. Per venire a capo di questa faccenda il caos generato dal Brexit è addirittura finito in mano dei legali. Questo aggrovigliamento di pareri contrastanti uniti alla burocrazia fa presagire che ci vorrà un po’ per capire quali saranno le vere sorti del Regno Unito.
Sembrerebbero buone notizie queste, soprattutto per la comunità di italiani in Regno Unito che noi ben conosciamo ed aiutiamo ogni giorno attraverso i nostri servizi di spedizione. Da quel che si deduce, per molto tempo ancora gli italiani in Regno Unito potranno godere dei benefici avuti fino ad ora senza alcun cambiamento.
D’altro canto però, la sfida tra i probabili successori di Cameron, è segnata ancora da prese di posizioni forti e che rimarcano l’intenzione di dar seguito alla volontà popolare. Infatti, due dei candidati dei Tories che si stanno contendendo la poltrona di primo ministro inglese, Andrea Leadsom e Theresa May non ha mancato di rimarcare l’intenzione di proseguire con l’uscita dall’Europa, la prima con una posizione più forte su questo tema, visto che era schierata fin dall’inizio con il fronte del Leave. Al momento della candidatura Andrea Leadsom  ha così dichiarato: "E' stata una grande decisione farmi avanti per guidare il nostro paese. Una decisione mossa dalla mia assoluta convinzione che il nostro futuro, quello dei nostri figli e nipoti sarebbe molto meglio fuori dall'Europa".
Noi di SpedireAdesso.com però, vi confermiamo che, almeno per il momento, non è cambiato nulla sulle modalità di spedizione in import ed export. Per cui, se avete necessità di spedire un pacco, una busta o un pallet dall’Italia all’Inghilterra o viceversa potrete continuare ad organizzare le vostre spedizioni nazionali e internazionali con SpedireAdesso.com in modo sicuro, veloce e conveniente.


Keep Calm...il Brexit non è ancora in vigore.

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