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Sciopero SDA L

In questi giorni stiamo riscontrando non pochi disagi tecnici che coinvolgono principalmente le spedizioni in Italia da voi ordinate che abbiamo provveduto ad affidare al corriere espresso SDA. I problemi riguardano principalmente mancati ritiri e mancate consegne da parte del vettore in questione, eventi che incidono sul normale decorso delle spedizioni da voi prenotate attraverso il nostro sito web, ma solo per piccoli pacchi con destinazione Italia. La causa di tali imprevisti è dovuta allo sciopero dei dipendenti di una cooperativa a cui è affidata la gestione, tramite appalto, dei servizi di spedizione di Sda nella provincia milanese.
Lo sciopero, che ha avuto inizio i primi giorni di settembre, sta continuando ad oltranza senza riscontri positivi intralciano il normale flusso di trasporto pacchi in Italia, creando disagi anche a Poste Italiane, società a cui Sda appartiene dal 1998, nonché a molti e-commerce e aziende che si affidano a Sda.

Al fine di garantire il servizio ai nostri clienti, stiamo utilizzando altri corrieri,  come ad esempio GLS, per le spedizioni ordinate in questi giorni con partenza e destinazione ITALIA.
Quindi potete tranquillamente effettuare i vostri ordini di spedizione anche in Italia, in quanto saranno gestiti da altri correiri che non sono in sciopero e pertanto per i nuovi ordini possiamo garantire  sia i ritiri che le consegne dei pacchi a domicilio.

Nell’esprimere il nostro dispiacere per i numerosi disagi creati ai clienti a cui avevamo affidato le spedizioni al vettore Sda, promettiamo che i vostri casi avranno massima priorità fino a che la situazione non tornerà alla normalità. Il nostro impegno sarà appunto quello di sollecitare Sda affinché le vostre spedizioni possano essere sbloccate il prima possibile. Ci impegniamo a non affidare più spedizioni al corriere in oggetto e impiegare altri partner per le future spedizioni in arrivo, in modo da limitare ulteriori disagi, fino a che lo sciopero non cesserà.

Sciopero Sda: ragioni e risvolti

Le ragioni dello sciopero SDA che da inizio settembre sta coinvolgendo la Società di Poste Italiane specializzata in spedizioni nazionali e internazionali appaiono ancora incerte. Dai dai primi responsi pare che il blocco dei lavoratori sia stato indetto per via di contrasti tra i diversi sindacati Si Cobas, Cobas e Sol Cobas a seguito di provvedimenti non conformi da parte di una delle cooperative che opera in appalto la gestione del trasporto dei pacchi nel centro di smistamento Sda di Francolino di Carpiano.
Secondo le prime dichiarazioni, il fattore di scontro pare sia una divergenza sui termini di contratto indetti dalla cooperativa CPL in subappalto al centro di smistamento di Carpiano, i quali non coincidono con la reale gestione dei dipendenti, tra cui il ritardo dell’approvvigionamento. A inizio settembre uno dei sindacati aveva espressamente richiesto alla Società Sda la sostituzione della cooperativa che non rispetta i diritti dei lavoratori. Ottenuto l’allontanamento della CPL, tempestivamente sostituita con la cooperativa UCSA, il sindacato aveva inoltre espresso la richiesta di poter inglobare i 43 dipendenti della CPL nella nuova cooperativa operante nel centro di smistamento milanese, così da far valere i diritti dei propri assistiti. Ottenuta la fusione, la questione non ha avuto i risvolti previsti. Il sindacato Si Cobas si è intromesso contestando l’accordo tra Sol Cobas e UCSA per incongruenze tra il nuovo e il vecchio contratto. In particolare l’accordo tra la cooperativa e il sindacato non impedisce la possibilità di essere facilmente licenziati, punto previsto invece nel regolamento del Jobs Act. Inoltre, il passaggio da un vecchio contratto ad uno nuovo seguendo la riforma del Jobs Act, sembrerebbe annullare i diritti maturati negli anni di lavoro e gli scatti di anzianità dei vecchi dipendenti, che non avrebbero più diritto neppure al Tfr.
Alla luce dei fatti lo sciopero, che avrebbe dovuto concludersi la settimana scorsa, ha invece ripreso con passo ancora più spinto, coinvolgendo altre filiali tra le quali quelle di Bologna, Brescia, Piacenza e Roma.

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