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Lo spettro Brexit continua a girovagare nei meandri del vecchio continente generando non poche tensioni e senza trovare pace.
Sia Londra che Bruxelles sembrano adesso essere davvero esauste ma piú che mai decise a concludere la tormentata trattativa di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Come? Non si è ancora capito, dato che continuano a passarsi di mano la patata bollente senza arrivare ad una conclusione definitiva.

Trattative Brexit in bilico per colpa di Johnson

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Se ci si aspettava che la situazione storica così complicata dal Covid-19 potesse attenuare le divergenze tra le parti dell’accordo Brexit, ci ha pensato il Premier britannico ad eliminare ogni speranza l’11 settembre scorso.
Alla ripresa delle trattative, bloccate per 6 mesi a causa dell’emergenza Coronavirus, Boris ha sorpreso l’Unione Europea con un ultimatum, minacciandolo di un no deal qualora le trattative non fossero concluse entro il 15 ottobre, oltre alla notizia di voler rivedere quella parte del trattato, approvato dall’allora Governo May, che mira ad evitare il ritorno di una frontiera doganale tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord. Ma si è spinto addirittura oltre, presentando una proposta di legge che ha fatto torcere il naso a buona parte dei deputati britannici. Approvare l’Internal Market Bill - così lo chiamano, infatti, significherebbe venir meno ad una parte del contratto di divorzio già firmato piú di un anno fa. Inoltre, secondo gli oppositori, si andrebbe a ledere la reputazione di uno Stato che ha sempre vissuto di Convenzioni. In questo modo il Regno Unito perderebbe credibilità, con conseguenze catastrofiche in termini di scambi internazionali futuri. Senza tralasciare la rabbia di Bruxelles che ha espresso disapprovazione annunciando come la violazione del patto causerà forti ripercussioni negative.

Libero scambio di merci tra le due Irlande: il pomo della discordia

Fin dall’inizio la Brexit ha destato scompiglio a livello internazionale ed è stata oggetto di dibattiti e controversie, ma mai ci si sarebbe aspettato che la trattativa potesse prendere strade ancora piú tortuose di quelle già percosse. E invece giorno dopo giorno il processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea continua a generare tensioni. Il pomo della discordia questa volta è la clausola che eviterebbe la riapertura di una frontiera doganale tra le due Irlande. Johnson si è trovato in disaccordo sul lasciare l’Irlanda del Nord, e quindi una parte del Regno Unito, gestita secondo i canoni dell’unione doganale europea poiché ciò significherebbe limitare l’autonomia commerciale inglese.
Fortunatamente, almeno per il momento, pare che Juncker e Johnson abbiano trovato, il 17 settembre, dopo oltre 3 ore di trattative, un compromesso: lasciare il Nord Irlanda all’interno del territorio doganale britannico ma applicandovi le leggi doganali europee. L’accordo prevede che i controlli doganali dovranno avvenire su territorio inglese ma lontano dai confini e da doganieri appartenenti ad un paese terzo, in modo da garantire neutralità nelle procedure d’ingresso e di uscita di merci dal Regno Unito. Quest’accordo verrebbe applicato a partire dal 1° Gennaio 2020 per una durata di 4 anni le cui sorti saranno gestite dal Parlamento nord irlandese: qualora decidesse di non rinnovare l’accordo, esso cesserebbe di essere valido entro 2 anni. Non si tratta quindi di un punto di arrivo, ma soltanto di una via di mezzo per gestire gli scambi commerciali fino al momento in cui gli accordi tra Unione Europea e Regno Unito non saranno tutti totalmente sottoscritti. Quest’accordo getta le basi per un buon compromesso che allontanerebbe il fantasma di un’uscita no deal, ma vittoria non può essere ancora dichiarata in quanto unionisti irlandesi e laburisti sono già pronti ad opporsi.

Spedire in Regno Unito senza dogana

Noi di SpedireAdesso.com abbiamo seguito fin dall’inizio e con molta attenzione le vicende legate a Brexit sia per interessi interni alla nostra attività che è strettamente legata al mercato inglese ed europeo, dal momento che eroghiamo servizi per spedire in Europa pacchi, sia per tenere aggiornate le centinaia di italiani in Uk nostri clienti sui possibili cambiamenti di erogazione e gestione delle spedizioni da e verso il Regno Unito che ogni giorno effettuano. Al momento, nonostante la trattativa sia complicata, ci teniamo a confermare che si può continuare a spedire in Regno Unito e spedire dal Regno Unito all’Italia senza limitazioni nella tipologia di merci e senza ulteriori procedure doganali. Qualora in futuro Londra e Bruxelles introducessero nuove procedure saremo pronti, come sempre, a fornirvi tutte le info e il supporto richiesto per permettervi di continuare a spedire pacchi, buste e pallet da e verso Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, in modo sicuro, veloce e conveniente!

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