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Per il Regno Unito gli Italiani come tutti gli extraUE dopo la Brexit

Da quel 23 giugno del 2016 il termine Brexit è entrato nelle nostre vite innescando una serie di meccanismi contrastanti, sia tra i diretti interessati che tra l’opinione pubblica.
E’ innegabile che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà delle conseguenze sociali, economiche e politiche inevitabili, ma non è altrettanto scontato che queste debbano essere imprescindibilmente negative. O almeno così si pensava fino a pochi giorni fa.
Si, perché ora che la scadenza per l’entrata in vigore della Brexit si avvicina – gli accordi prevedono che entro l’aprile del 2019 il Regno Unito dovrà ufficialmente uscire dall’Unione Europea – cominciano a sollevarsi polveroni che stanno diffondendo il panico, soprattutto per tutti i comunitari che hanno costruito una vera e propria nuova vita oltreconfine.


Indice dei contenuti[nascondi]
In conseguenza alle richieste dell’Irlanda del Nord di volersi distaccare dal Regno Unito per rimanere nell’UE, alle dichiarazioni emanate dalla Commissione dell’Unione Europea e agli attacchi del partito di opposizione inglese che cerca in tutti i modi di redirezionare il destino della Great Britain, la May ha iniziato la corsa all’accordo, cercando di trovare delle condizioni che siano favorevoli in primis per il Governo inglese, ma che siano altresì accolte dal Bruxelles.
Tuttavia, pare sia difficile accomunare tutti questi bisogni e agire senza ricevere critiche e dissensi. La risposta dell’UE alle proposte del Governo di Teresa May non fanno presagire nulla di buono, al punto che il primo Ministro inglese ha dichiarato di preferire nessun accordo UE piuttosto che un accordo fatto male.

Brexit: che ne sarà degli italiani in UK dopo l’uscita?

Alla luce dei fatti nei giorni scorsi la May  ha varato le prime proposte di legge post Brexit che hanno alimentato il dissenso tra i politici comunitari e le preoccupazioni di tutti gli europei che si trovano o vorrebbero trasferirsi a Londra e più in generale nel Regno Unito. A preoccupare di più gli italiani in Uk è la proposta secondo la quale tutti i cittadini europei saranno considerati alla stregua di extracomunitari. Ciò significa che gli italiani non avranno alcun privilegio e nessun’agevolazione dal punto di vista legale in quanto cittadini europei, e per entrare o risiedere in Uk avranno bisogno di un permesso.

Permesso in Uk solo se si è qualificati

Inoltre, i visti verranno assegnati in base alle competenze degli immigrati e non al Paese di provenienza, così da offrire una risposta concreta alle reali esigenze del Paese britannico. In altre parole, si potrà ottenere un permesso di soggiorno per risiedere in Uk solo e soltanto se il proprio curriculum soddisferà le richieste del Paese, e quindi la permanenza al suo interno sarà utile. Questa proposta di legge, afferma la May, si ricollega ad un regolamento già in vigore che coinvolge gli extracomunitari. Lo scopo del governo inglese è quello di estendere tale regola a tutti i cittadini non inglesi che vorranno insediarsi nel territorio e, così come per gli extracomunitari, anche per gli europei sarà previsto un tetto massimo di ingressi.
Se il Regno Unito è stato visto per decenni da milioni di italiani un porto sicuro su cui approdare con la speranza di apprendere un mestiere e fare carriera (ricordiamo che la comunità di italiani in Uk è la più grande comunità di stranieri residenti nel Regno Unito), dal post Brexit non sarà più così.

La Brexit allontana anche gli studenti

Un discorso a parte va fatto (forse) per gli studenti. Il Ministero dell’Interno ha espresso parere in materia di studenti stranieri in Uk, dichiarando al Migration Advisory Committee che anche gli studenti saranno considerati come tutti gli altri migranti, senza nessuna agevolazione.  Dichiarazioni che hanno inevitabilmente scosso gli animi, poiché tali scelte andrebbero a nuocere sia il prestigio dei rinomati istituti culturali inglesi, sia l’economia stessa, in quanto gli studenti europei in Uk ogni anno rappresentano una consistente fonte di guadagno per tutto il Paese, e non solo per le Università.

University Uk contro la Brexit

Ad esprimersi in merito è stato immediatamente l’University Uk, il congresso che riunisce tutte le università studenti italiani in ukbritanniche. Gli studenti europei che ogni anno si trasferiscono in Regno Unito per compiere gli studi sono davvero tantissimi – circa 750 mila – e la May non può non tenerne conto. Essi rappresentano la parte migliore dell’immigrazione: si tratta di menti brillanti che intendono accrescere la propria cultura, quindi maturare professionalmente e contribuire ad accrescere la qualità culturale del Paese. Per di più essi costituiscono un’entrata fissa in Uk considerevole, e non solo per le Università.

Studenti europei indispensabili per l'economia in UK

Oltre alle rette universitarie, gli studenti europei in Uk forniscono ogni anno alle realtà locali un ingente guadagno dovendo per necessità vivere li e quindi spendere soldi per mangiare, alloggiare e trascorrere il tempo libero, contribuendo ad accrescere l’economia con cifre davvero considerevoli che superano i 20 miliardi di sterline annue. Tali cifre spiegherebbero il perché l’University UK preme tanto sul tema della migrazione studentesca: è assurdo che una fetta così importante per l’economia e la società inglese debba ricevere un trattamento analogo a tutti gli altri migranti.

Queste sono le caratteristiche che l’University Uk chiede di tener conto alla Commissione ministeriale della Brexit, ma quest’ultima ha dichiarato che, seppur rilevanti, tali condizioni non risultano essere sufficienti per fare distinzioni tra migranti, rimanendo pertanto ferma sulle proprie decisioni e ricordando di non dimenticare lo scopo principale che è quello di ridurre l’immigrazione.  

Brexit: le critiche al Governo May

Il progetto post Brexit della May non ha tardato a ricevere critiche. Il partito labourista, acerrimo oppositore della Brexit, afferma che il principale problema della politica conservatrice risiede nell’inadeguato trattamento previsto per i cittadini europei. Ad affermarlo è proprio Jeremy Corbyn, leader del partito, il quale sostiene che in una situazione così delicata con l’Europa e la Comunità Europea, dalla quale il Regno Unito sta per distaccarsi, sarebbe opportuno mantenere buoni rapporti con un organo così rilevante per l’economia e la politica mondiale, rapporti già in via di incrinatura a causa, appunto, della Brexit. I labouristi intendono battersi attivamente con ogni mezzo per impedire alla May di confermare tali regolamenti arrivando addirittura, se fosse necessario, ad indire un nuovo referendum.
Quello che emerge dagli ultimi eventi Brexit è un quadro che esprime una situazione difficile, sia per la May che avendo intrapreso una strada così tortuosa si ritrova ora a fare i conti con gli alti e bassi della scelta presa, ma anche per tutti gli europei, e in particolare gli italiani, in quanto comunità straniera maggiore, che vivono in Uk, che vi hanno investito capitali e costruito una storia di vita che vedono adesso messa in pericolo da queste manovre politiche.
L’unica speranza viene riposta nel fatto che la Brexit non è ancora stata attuata e tutte queste vicissitudini sono ancora solo e soltanto delle idee che potrebbero ancora essere modificate.

Spedizioni in Uk in vista della Brexit

Che gli stranieri in Uk, in particolare gli italiani, studenti e non, sono una fonte di guadagno considerevole per il Regno Unito lo sappiamo bene noi di SpedireAdesso.com che quotidianamente ci occupiamo di spedire pacchi in Inghilterra e viceversa per conto di migliaia di giovani, ma non solo, che si trasferiscono li per continuare gli studi o per intraprendere una carriera lavorativa. L'Inghilterra è stata da sempre un porto sicuro per gli italiani, soprattutto nell'ultimo periodo in cui la crisi economica in Italia ha generato una carenza di impieghi costringendo i cittadini a dover spostarsi all'estero per poter sopravvivere. Per il momento, e fino a quanto la trattativa Brexit non sarà definita e i regolamenti ufficializzati, sarà possibile spedire in Regno Unito e spedire dall'Inghilterra all'Italia sempre in modo semplice e sicuro senza dover allegare documentazione extra relativa alla dogana o pagare tasse extra così come avviene per le spedizioni ExtraCee. Successivamente, se ci saranno cambiamenti nelle condizioni di spedizione, sarà nostro interesse informare in modo chiaro e tempestivo i nostri clienti.


 

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