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  • Indipendenza Catalogna: spedire in Spagna sarà sempre uguale?
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Dichiarazione d’Indipendenza, Parlamento catalano, Articolo 155, Rajoy, Puigdemont, referendum, rivolte, Catalogna, Spagna sono tutte voci che nell’ultimo periodo hanno letteralmente invaso tv, radio, giornali e ogni altro mezzo di comunicazione di massa, in modo da renderci inevitabilmente partecipi alla diatriba che ormai da mesi investe la Regione spagnola della Catalogna, l’intero stato spagnolo e, naturalmente, anche l’Unione Europea e tutti gli stati appartenenti.
Ma cosa sta succedendo alla Catalogna? E che ripercussioni avrà tutto ciò sugli italiani che si trovano in quella regione della Spagna per studio o lavoro? L’Indipendenza catalana potrebbe inoltre apportare modifiche nel settore della spedizione pacchi import ed export?
Cercheremo di dare una risposta alle domande poste ripercorrendo gli eventi dagli albori, così da fornire un quadro chiaro su questi avvenimenti di altissima importanza storica, di cui certamente si leggerà tra qualche anno sui libri di storia.

Perché la Catalogna chiede l’indipendenza dalla Spagna?

La Catalogna è stata sempre la voce fuori dal coro spagnola, la regione che si è sempre differenziata dalle altre per una forte identità culturale e storica, per la personalità innovativa e per il grande potere economico. La Catalogna sa di essere una regione molto forte sotto ogni punto di vista, e questa consapevolezza l’ha condotta a desiderare sempre di più l’autonomia. Desiderio aumentato esponenzialmente dal momento in cui la regione catalana ha cominciato a rendersi conto che non è più possibile essere gestita da un potere centrale che non rispecchia in alcun modo i propri ideali. Già nel 2010 il Governo spagnolo aveva disapprovato lo statuto sull’autonomia catalana, da esso stesso approvato nel 2006, per via di incongruenze nell’identificazione della regione come nazione. Per non dimenticare la sospensione di numerose leggi catalane da parte del Tribunale Costituzionale, a favore della parità dei sessi, della sicurezza sociale o sulla richiesta di tassazione delle banche.
L’incompatibilità del Governo catalano con quello di Madrid lo ha portato ad intraprendere ogni tipo di iniziativa che gli permettesse di distaccarsene una volta per tutto. Tra queste appunto il Referendum sull’Autonomia catalana (un Referendum sull’autonomia era già stato indetto nel 2014 ma venne subito bloccato dal Tribunale spagnolo), previsto l’1 Ottobre, attraverso il quale far decidere direttamente al popolo le sorti di una regione che non sente più alcun legame con la Spagna.


Dal Referendum catalano alla fuga di Puidgemont

A causare il recente fermento di questi ultimi mesi è stato proprio l’invito al voto del popolo catalano per il nuovo Referendum, che ha immediatamente smosso il Governo spagnolo e il suo Primo ministro, il quale ha promesso di “fare tutto ciò che è necessario per impedirlo” in virtù dell’Articolo 155 della Costituzione spagnola che permette al Senato di obbligare anche una comunità autonoma come la Catalogna a rispettare la legge. Il Senato ha anche tenuto a precisare che, nel caso in cui la questione si fosse protratta e il Referendum, nonostante l’illegalità, fosse stato fatto, i membri del Governo catalano sarebbero stati accusati del reato di “atti di ribellione contro lo Stato” e sarebbero stati quindi regolarmente perseguibili dalla legge spagnola.
La Catalogna, d’altro canto, ha continuato la sua battaglia verso l’Indipendenza riscontrando dissensi da parte dei partiti non indipendentisti e solidarietà da parte di cittadini spagnoli non catalani. La volontà di far rispettare la legge del potere centrale ha portano numerosi scontri e atti di violenza da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti a favore dell’indipendenza. Ad ottobre 2017 ha avuto luogo il Referendum, in un continuo scontro tra la polizia spagnola, che aveva il compito di impedire una votazione considerata illegale, e il Governo catalano, che intendeva ad ogni costo far rispettare il proprio diritto all’indipendenza. Successivamente il Governo catalano ha proclamato, mediante una votazione in aula, la propria Indipendenza, gesto che ha inevitabilmente irritato il Governo spagnolo al punto da indurre Rajoy ad annullare il referendum e sciogliere il Governo catalano fissando al prossimo 21 dicembre nuove elezioni anticipate.
In seguito il Governo spagnolo ha emesso un mandato d’arresto per Puidgenont, il Primo Ministro catalano ed altri quattro Ministri fuggiti in Belgio per richiedere asilo, i quali si trovano al momento in una fase di contrattazione col Governo spagnolo.

Spedire in Spagna: cosa cambierà

Alla luce dei fatti avvenuti non è possibile prevedere in che modo si concluderà questo difficile momento politico spagnolo e a quali conseguenze condurrà perché un avvenimento simile non si era mai verificato nella storia della Spagna.
Certo è che qualunque sarà l’esito finale, esso influirà sul futuro politico, economico e sociale di tutta la Spagna e della Comunità Europea, incidendo inevitabilmente anche nel settore dei trasporti internazionali. Ad esempio, se la Catalogna dovesse divenire una Repubblica autonoma, probabilmente dovrebbe iniziare da capo l’iter per entrare a far parte dell’Unione Europea. In quanto Stato non UE, quindi, le spedizioni in Catalogna non sarebbero più regolate dalle norme vigenti per spedire in Spagna. Il che significa che potrebbe istituire una propria dogana e che per spedire a Barcellona o verso altre città catalane, pacchi, buste e pallet con partenza dall’Italia, potrebbe essere necessario fornire al corriere precisi documenti doganali. Anche le tariffe di spedizione potrebbero variare. Così come per gli stati non appartenenti alla Comunità Europea, i costi di spedizione potrebbero aumentare.
Alla stregua del caso Brexit in UK, anche ciò che sta accadendo in Spagna ha acceso dubbi e perplessità sugli italiani che vivono in Catalogna.


Nell’attesa di una risposta certa a tutti questi dubbi, e nella speranza che il Governo spagnolo si impegni affinché tutto possa concludersi nel migliore dei modi, nel pieno rispetto dei diritti costituzionali ma anche e soprattutto umani, l’unica certezza che abbiamo fino ad ora è che per il momento tutto rimane invariato, che potrete continuare a spedire in Catalogna o spedire dalla Catalogna all’Italia in modo regolare.

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