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brexit marzo 2019 l

Mancano meno di due settimane alla Brexit e il caos incombe sul sistema politico inglese, in un’intricata situazione di scontro tra euroscettici e labouristi che non lascia via d’uscita alla May, la quale ormai da tempo subisce un colpo basso dopo l’altro.
Questo lo scenario sempre più complicato dell'evento che da qualche anno preoccupa inglesi ed Europei, ma soprattutto gli italiani in Uk i quali si ritrovano ormai da mesi con l'angoscia di un futuro incerto sull'isola inglese.


Indice dei contenuti[nascondi]
Se la Brexit venisse avviata, infatti, come già discusso precedentemente, per gli emigrati in Uk, tra cui gli italiani, appunto, tutto potrebbe complicarsi. I giorni trascorsi e quelli a venire sono stati e saranno molto intensi per la Premier inglese e il Governo britannico, chiamato al voto per 3 giorni la scorsa settimana e nuovamente il prossimo mercoledì. Dopo il voto per la questione del backstop irlandese, la Camera dei Comuni inglese è stata riunita lo scorso 13 Marzo per esprimere il consenso su una Brexit “no deal”. Con la stragrande maggioranza il Governo ha pronunciato il proprio dissenso ad abbandonare l’Unione Europea senza un accordo stabilito. Il giorno successivo, invece, il Governo inglese ha votato in merito alla possibilità di modificare l’estensione dell’articolo 50 del trattato sull’Unione Europea al fine di far slittare l’imminente divorzio dall’UE. Questa volta la votazione ha emesso voto sfavorevole.


Pertanto al momento il quadro è davvero complesso. Pare che il Regno Unito non voglia uscire dall’Unione Europea senza un accordo ma non voglia nemmeno concedere alla May il tempo per elaborare un piano migliore che venga promosso da Bruxelles e favorisca la transazione.

Il Parlamento inglese dice no alla May

Dopo l'ennesima bocciatura dell'accordo proposto dalla May al Parlamento UE da parte del Governo inglese, adesso si attende un ulteriore votazione in cui quest'ultimo sarà chiamato a decidere se accettare o meno l'accordo proposto dalla Premier britannica all'UE. Se, ancora una volta il Parlamento rifiuterà la proposta, afferma la May, ci sarà la possibilità che l'Inghilterra non lascerà molto presto l'Unione Europea e che, addirittura, forse potrebbe non lasciarla più. 

Questo perché il Parlamento Europeo potrebbe chiedere un prolungamento più o meno lungo e costringere il Regno Unito anche a partecipare alle votazioni europee programmate per il prossimo Maggio.
La May, preoccupata per il difficile scenario che si prospetta, ha assicurato a Westminster di essere disposta, in caso di votazione favorevole dell'accordo da lei proposto al Parlamento Europeo, a prolungare l'uscita dall'Unione Europea oltre il 29 Marzo, probabilmente per qualche mese, ma non oltre il 30 Giugno. La prospettiva non sarebbe di certo quella immaginata dalla Premier che però, trovandosi alle strette con un Governo restio alla Brexit, sta cercando in tutti i modi un compromesso che le permetta di portare a termine la decisione presa dal popolo inglese tramite il referendum del 23 Giugno del 2016


La cosa che più preoccupa tutti, al momento, riguarda la possibilità che il Parlamento Europeo scelga comunque di cacciar fuori l'Inghilterra senza un accordo.
Il "no deal" tanto temuto potrebbe dunque diventare realtà se la May non riuscirà in primis a recuperare l'intesa tanto mai agognata quanto in questi ultimi anni con il proprio Governo.
La Premier, inoltre, afferma che se non si riuscirà a trovare un accordo, e il Parlamento europeo obbligherà di conseguenza il Regno Unito a partecipare alle elezioni europee del prossimo Maggio, l'Inghilterra subirà una grande sconfitta in termini politici perché dimostrerà di non esser stata capace di imporsi e far valere il proprio volere.

In attesa del 21 Marzo

Inoltre, il 21 Marzo a Bruxelles si voterà per decidere se dare o meno la proroga alla May e fornirle del tempo maggiore per elaborare un piano d’azione migliore che faccia uscire il Regno Unito dall’Unione Europea senza drastici problemi per l’economia, la politica, ma anche per il popolo inglese.

Il leader labourista del Governo inglese, sostenitore accanito della lotta alla No Brexit, ha affermato nei giorni scorsi che, pur essendo contrario alla proposta della May all'Ue, sarebbe disposto al voto favorevole unanime del proprio partito se, e solo se, la May proponesse un ulteriore Referendum confermativo.
In altri termini Corbyn è disposto ad appoggiare la May evitandole un'altra umiliante sconfitta alle votazioni del prossimo mercoledì se quest'ultima permettesse al popolo inglese un'altra possibilità di scelta mediante un nuovo referendum.


Insomma uno scenario talmente contorto che è davvero impossibile poter realizzare o immaginare un pronostico sul possibile futuro del Regno Unito.
Nell'attesa delle prossime votazioni, l'unica cosa che appare chiara è che il divorzio UK-UE si sia trasformato quasi in una telenovela dalla quale sembra sempre più complicato uscirne senza conseguenze critiche per l'una o l'altra parte.

Spedizioni: sono previsti cambiamenti causa Brexit?

Per il momento, e si spera ancora per molto, nulla cambia nel settore delle spedizioni e spedire pacchi in Inghilterra o spedire dall'Inghilterra all'Italia rimane comunque
una procedura semplice e priva di farraginosi step doganali e si spera continui ad esserlo qualunque dei possibili scenari venga fuori da questa tarantella politica.
Su tale argomento anche la May si è pronunciata sostenendo che, in caso di uscita dall'Unione Europea, i dazi per le merci in entrata e uscita non vengano aumentati.
Molti esperti, però, risultano essere scettici riguardo a tale affermazione in quanto è l'Unione Europea a prendere questo tipo di decisioni per i Paesi appartenenti
alla stessa, quindi, soprattutto in caso di "No Deal" sarebbe ancora tutto da vedere. A tal proposito l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana ha emanato un documento per prepararsi al recesso senza accordo del Regno Unito dall'UE dal 29 marzo 2019 in cui fornisce delle linee guida sul da farsi in caso di importazioni ed esportazioni.

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